Sanificazione aria e condizionatore al tempo del CoronaVirus COVID-19


Ti spiego perchè in casa tua puoi stare tranquillo utilizzando sia l’impianto di VMC che l’impianto di aria condizionata.

Ma io che ho un impianto di condizionamento e di ventilazione meccanica in casa corro qualche pericolo con il CORONAVIRUS COVID-19 

ciao e benvenuto allora oggi voglio rispondere in questo articolo alle tante persone che in questo momento molto strano della nostra della nostra vita, mi fanno una domanda chi più preoccupato chi meno preoccupato, ovvero che i pericoli corro perché che pericoli corro a utilizzare gli impianti ad aria all’interno della mia abitazione.

Ormai sui giornali dicono ognuno dice la sua in tv sempre ancora peggio diciamo sui social non ne parliamo

Noi in questo articolo voglio dare delle indicazioni reali sulla base di protocolli che ci arrivano anche dalle associazioni di categoria e dagli ingegneri dai produttori di macchine e quindi farti stare tranquillo 

allora parliamo del settore privato quindi abitazione singola di un’abitazione dove non c’è presenza di persone con covid 19 il problema è praticamente uguale a zero, perché che tu abbia un impianto di condizionamento split o canalizzato che quindi che ricircolare nel ambiente

senonché contagio e non viene nessuno all’interno dell’ambiente contagiato, il problema è nullo, se hai un impianto di vmc stessa identica cosa, se hai un impianto di vmc con deumidifica per chi ha il raffreddamento pavimento che ha una vmc con ricircolo perché una parte quota deve ri circolare l’aria ambiente anzi c’è a differenza di quello che hanno detto che l’hanno generalizzata in casa tua stai tranquillo, se all’interno dell’abitazione ci dovesse essere una presenza di persone con il sintomo e quindi il virus allora lì bisogna prendere altre precauzioni allora lì bisogna informarsi caso per caso come andare a ad operare 

però se attualmente nessuno è contagiato i problemi non sussistono ok questo è importante perché mi hanno chiamato cosa devo fare come devo pulire 

le pulizie le sanificazioni da fare all’interno degli impianti sono le medesime che si facevano che bisognava fare sempre quindi io dico si facevano prima ma se qualcuno non ha mai fatto lo faccia perché tanto meglio e quindi: 

  • sostituzione dei filtri 
  • pulizia dei pacchi di scambio dove possibile 
  • pulizia degli scambiatori dove possibile 
  • pulizia delle bocchette 

c’è tutta una serie di manutenzioni ordinarie che non hanno niente a che fare con il virus di adesso che gira ma hanno a che fare con il benessere della tua salute della tua persona e dell’impianto che comunque sia poco tanto è un investimento che hai fatto per te e il tuo benessere e per aumentare e il valore dell’immobile 

diverso invece è negli uffici nelle aziende nei negozi dove c’è passaggio di persone che tecnicamente non è controllabile come all’interno di un nucleo familiare se in in ufficio ci sono dieci persone pur mettendo in moto tutti i meccanismi di controllo non si sa mai e allora le linee guida cosa dicono gli impianti a ricircolo quindi gli impianti che hanno condizionamento che tipo prendo l’aria in corridoio e la mando in tutti gli uffici devono essere trattati se non possono essere spenti devono essere trattati con i guanti ovvero:

  • pulizia dei filtri 
  • manutenzione 
  • sanificazione 

più frequente meglio non usarli chiaramente in questo momento qua quando anche le temperature lo consentono ma non si sa mai perché di fatto non c’è uno studio specifico il consiglio cos’è quando c’è un ricircolo ambiente meglio tenere un attimino controllata da cosa se possibile evitare di accenderlo se invece bisogna accendere perché non fa troppo caldo fa troppo freddo mantenere pulite le grate le bocchette i filtri che tutto quello che è la movimentazione dell’aria 

se ha invece all’interno dell’ambiente un impianto di ventilazione meccanica che non e’ ricircolo man ricambio aria aumenta la portata aumentando la portata mantieni un’ ossigenazione un ricambio aria automatico evitando così di dover aprire le finestre in continuo come dice il dpcm che dice aleggiare locali ogni x tempo in base alla quantità di persone che ci sono all’interno quindi se hai la vmc falla andare hai fatto un investimento tempo farfalla andare nella vmc l’importante il molto importante 

  • la pulizia di filtro di presa aria esterna 
  • la pulizia del filtro dei due filtri che ci sono sulla vmc 

una nota particolare sulle vmc che hanno un pacco di scambio di tipo rotativo e diciamo e più per l’ UTA perché è un rigore a scambiatore ce ne sono pochi in giro per le UTA consigliano in questo momento qua specifico di tenerlo bloccato perché il pacco di scambio rotativo potrebbe in qualche maniera girando il rotore quindi il recuperatore

far passare a qualcosa se fosse venuto in contatto ok 

se hai dubbi domande e perplessità contattaci e faremo il possibile e limitatamente ai tempo che abbiamo in questo momento di poterti rispondere e se ti è piaciuto l’articolo condividilo pure oppure metti un bel mi piace alla pagina facebook per rimanere aggiornato sulle novità.

Ma i condizionatori possono essere veicolo di contagio di coronavirus?

In questa fase, non ci sono prove che COVID-19 possa essere diffuso attraverso i sistemi di condizionamento dell’aria. Sebbene le informazioni attuali indicano che COVID-19 non viene trasmesso attraverso i sistemi di condizionamento dell’aria, questi sistemi possono aiutare a controllare la diffusione della malattia ed è importante che siano stati progettati e mantenuti correttamente secondo gli standard normativi.”

La virologa Ilaria Capua, direttrice dello One Health Center of Excellence all’Università della Florida, in una recente intervista a Caterpillar di Radio Rai 2, ha invece sottolineato il rischio di contagio attraverso gli impianti di condizionamento, così come avvenne per la Sars 1 nel 2002, queste le parole della Capua: “Non possiamo escludere il propagarsi del coronavirus dai condizionatori. La Sars 1, nel 2002, si è propagata dai sistemi di aerazione e riscaldamento di un hotel. Non possiamo escludere origine e durata perché conosciamo questo virus solo da quattro mesi, Sappiamo però che i virus sono abbastanza delicati, non sopravvivono a temperature estreme. Il caldo potrebbe seccare lo starnuto e diciamo che quello che cade in terra non potrebbe infettare.“

La sanificazione dei condizionatori è obbligatoria?

In questo periodo si parla spesso di “sanificazione” degli impianti, ma in modo non corretto, anche nella normativa.

A sostenerlo è stato il CNA installazione impianti, che ha diffuso una nota stampa per fare chiarezza su questo concetto.

Il CNA prende infatti in esame alcune ordinanze regionali, ad esempio Toscana ed Abruzzo, nelle quali impropriamente si dispone la “sanificazione delle griglie, bocchette e dei filtri dell’aria, mediante lavaggio, disinfezione/sterilizzazione o mediante sostituzione”.

Nelle ordinanze in questione – spiega la nota del CNA – così come anche in altri provvedimenti, si dà una errata interpretazione del concetto di “sanificazione” che in base all’articolo 1 del D.M. n. 274/1997 viene definita come: “sono attività di sanificazione quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante l’attività di pulizie e/o di disinfezione e/o di disinfestazione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l’illuminazione e il rumore”

Nel settimo punto dell’ordinanza regionale della Toscana, ma anche nel “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” siglato il 14 marzo 2020, in tema di pulizia e sanificazione viene imposto l’obbligo per le attività aperte, negozi, aziende o studi, di sanificare gli ambienti almeno una volta al giorno e comunque in funzione dei turni di lavoro.

Diventa difficile sanificare una volta al giorno anche i condizionatori in base alle operazioni svolte da un termoidraulico!!!

Quindi possiamo dire che la pulizia e la igienizzazione di griglie, bocchette e dei filtri dell’aria, cosi come tutte le operazioni che si compiono ad esempio sui “condotti d’aria”, sono attività riferibili alla manutenzione ordinaria del complesso impiantistico aeraulico e che se richiedono la rimozione di componenti e o parti dell’impianto possono essere condotte solo da imprese impiantistiche abilitate ai sensi del DM 37/08.

“Parlare di sanificazione degli impianti – sottolinea quindi Carmine Battipaglia, Presidente CNA Installazione Impianti –  è pertanto sbagliato e questa imprecisione legislativa, sta mettendo in grande difficoltà gli installatori che vengono chiamati, e a volte costretti, a dichiarare la conformità o a certificare interventi che non sono di sanificazione, ma di pulizia ed igienizzazione degli impianti e quindi di manutenzione, esponendoli al rischio di sanzioni”.

Sanificare non significa disinfettare

Malgrado spesso vengano confuse le due procedure non sono identiche.

L’Istituto Superiore di sanità, nel Rapporto ISS COVID-19 • n. 5/2020 del 23 marzo 202013 ha dato specifiche indicazioni per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2.

  • La sanificazione degli ambienti avviene mediante soluzioni alcoliche, oppure a base di candeggina o cloro, applicate (spesso manualmente) sui punti di contatto più in uso negli ambienti comuni: pulsantiere, maniglie, porte.

Si tratta di un metodo tradizionale applicabile direttamente dalla vostra impresa di pulizie.

  • Viceversa la disinfezione è un servizio professionale fornito da organismi specializzati e consiste nella neutralizzazione della carica batterica e virale dei microrganismi e degli agenti patogeni

La disinfezione può essere effettuata utilizzando prodotti quali l’ozono o il perossido 

Da tutte questo intreccio di parole, è sicuramente emerso che  la parola “sanificare” viene spesso utilizzata come sinonimo di pulizia, disinfezione, bonificare (se parliamo di terreni), ma se guardiamo la legislazione tutto è un po’ più chiaro.

L’art. 1 del D.M. 274/1997 definisce:

  • attività di pulizia: quelle che riguardano il complesso di procedimenti ed operazioni atti a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati ed aree di pertinenza;
  • attività di disinfezione: quelle che riguardano il complesso dei procedimenti ed operazioni atti a rendere sani determinati ambienti confinati ed aree di pertinenza mediante la distruzione o inattivazione di microrganismi patogeni;
  • attività di sanificazione: quelle che riguardano il complesso di procedimenti ed operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante l’attività di pulizia e/o disinfezione e/o di disinfestazione ovvero mediante il controllo ed il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l’illuminazione ed il rumore.

Quello che abbiamo concluso è:

  1. per i locali dove abbiano soggiornato persone con infezione da Covid-19 entrano in azione ditte specializzate che seguono procedimenti professionali effettuando in alcuni casi anche la sanificazione con ozono
  2. se l’azienda però è stata chiusa e non frequentata per più di 9 giorni, prima della riapertura sarà sufficiente procedere ad una adeguata pulizia con le stesse modalità previste per le PULIZIE QUOTIDIANE
  3. cosa diversa invece è la sanificazione quotidiana per i negozi e le aziende in attività, che può essere “fai-da-te”, ma secondo regole precise, e con un costo minore rispetto agli interventi dei professionisti.

In questo ultimo caso viene disposta una pulizia a fondo almeno una volta al giorno (o in base ai turni di lavoro), che secondo l’ordinanza della Regione Toscana può essere effettuata anche usando prodotti e disinfettanti comunemente in commercio.

E’ chiaro che, prima di una riapertura del locale, una pulizia/sanificazione approfondita effettuata tramite l’intervento di una ditta specializzata può essere     

Importante la ventilazione dei locali?

Partendo dal fatto che la trasmissione del coronavirus Covid19 avviene per contatto diretto con le secrezioni respiratorie emesse da persone, AiCARR ritiene opportuno dare alcune indicazioni sulla corretta gestione degli impianti di ventilazione e climatizzazione esistenti per ridurre al minimo i potenziali rischi di trasmissione dell’infezione.

AiCARR consiglia di areare frequentemente gli ambienti non dotati di ventilazione meccanica. Se negli ambienti sono presenti impianti di ventilazione che forniscono aria di rinnovo, AiCARR suggerisce di tenerli sempre accesi (24 ore su 24, 7 giorni su 7) e di farli funzionare alla velocità  nominale o massima consentita dall’impianto per rimuovere le particelle sospese nell’aria (aerosol) e contenere la deposizione sulle superfici.

Come sanificare/manutentare un impianto di condizionamento?

Senza a questo punto entrare nel merito delle operazioni di “pulizie” e “sanificazione” riportate dagli ultimi decreti Covid per gli ambienti sanitari e non sanitari, quindi allo stato attuale non ci sono evidenze in base alle quali risulti indispensabile provvedere in modo generalizzato a interventi straordinari di igienizzazione degli impianti.

Quindi per quanto riguarda la i condizionatori si consiglia che gli interventi di manutenzione e igienizzazione, qualora effettuati, seguano sempre procedure ben definite e siano eseguiti da personale qualificato, dotato di idonei Dispositivi di Protezione Individuali (Dpi).

Vediamo quindi quali possono essere le varie fasi di una buona manutenzione di un condizionatore.

  1. Pulizia meccanica

Gli interventi di pulizia consistono nella pulizia dei filtri: vengono smontati, lavati e trattati con specifici prodotti disinfettanti. Nel caso in cui il filtro non sia più utilizzabile viene sostituito con uno nuovo, in modo da garantire una corretta qualità dell’aria. Pulizia delle batterie, pacchi umidificazione, bacinelle raccolta condensa e ventilatori.

Questa interventi possono essere condotti sia su macchine centralizzate come UTA, recuperatori, unità esterne che sulle unità terminali interne come fan coils e split.

  1. Disinfezione con vapore

Terminata la pulizia e rimossi tutti i sedimenti solidi, viene effettuata la sanificazione degli impianti, la quale avviene tramite vapore saturo secco, il quale consente di andare ad eliminare completamente la carica batterica e virale senza inquinare l’ambiente, il metodo di sanificazione è quindi totalmente ecologico.

  1. Disinfezione con l’ozono

Può essere poi eseguita la sanificazione completa dell’impianto con uno dei più potenti battericidi naturali, l’ozono. In funzione della volumetria e delle caratteristiche dell’ambiente da sanificare, vengono valutati dal nostro staff tecnico le modalità ed i tempi di esecuzione di questa ultima ed importante operazione.

A conclusione dell’intervento viene controllata la concentrazione residua degli agenti inquinanti e dei batteri, confrontandola con quella iniziale per validare l’efficacia dell’intervento. Tutte le operazioni dovranno essere condotte nel rispetto delle normative di igiene e sicurezza previste dal Testo Unico 81/08.

In Italia il Ministero della Sanità, con il protocollo n° 24482 del 31/07/1996, ha riconosciuto il sistema di sanificazione con l’ozono come presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti contaminati da batteri, virus, spore, eccetera e infestati da acari ed insetti.

 La normativa vigente riguardo la manutenzione di un impianto di condizionamento domestico e non?

I condizionatori ad uso domestico devono essere registrati sul Libretto di Impianto in base al DPR 74/2013. In Lombardia, però, libretto non è obbligatorio per gli impianti di condizionamento al di sotto dei 12 kW, quindi pare che i condizionatori inf. a questa soglia siano “non rintracciabili” e quindi non sottoposti a nessun controllo dalle autorità competenti, ragion per cui il cittadino è indotto ad effettuare la manutenzione un po’ a suo piacere, un po’ come avviene per gli scaldaacqua.

Il DPR 74/2013 definisci il controllo di efficienza energetica solo per gli impianti di condizionamento sup. 12 kW (art. 8), mentre l’art. 7 dello stesso decreto definisce invece la manutenzione dell’impianto termico* indipendentemente dalla sua potenzialità e recita quanto segue:

“Gli installatori e i manutentori degli impianti termici, abilitati ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, nell’ambito delle rispettive responsabilità, devono definire e dichiarare esplicitamente al committente o all’utente, in forma scritta e facendo riferimento alla documentazione tecnica del progettista dell’impianto o del fabbricante degli apparecchi:

  1. a) quali siano le operazioni di controllo e manutenzione di cui necessita l’impianto da loro installato o manutenuto, per garantire la sicurezza delle persone e delle cose;
  2. b) con quale frequenza le operazioni di cui alla lettera a) vadano effettuate.”

Quindi deve essere l’installatore/manutentore a definire le opere di manutenzione da compiere sull’apparecchio e tra la manutenzione ordinaria del condizionatore vi è sicuramente:

  • La pulizia del motore (unità esterna) e degli split (unità interna).
  • La pulizia o sostituzione del filtro dell’aria del condizionatore.
  • La sanificazione dell’impianto e delle batterie interne.
  • La verifica di eventuali perdite di gas refrigerante.

In conclusione, secondo noi, la manutenzione all’impianto di condizionamento deve essere sempre effettuata da parte di un tecnico abilitato, anche se in Lombardia, purtroppo, per gli impianti inf. 12 kW, esiste una situazione particolare per quanto detto sopra.

Lo scenario cambia invece per l’ Obbligo di sanificare i condizionatori non domestici, quindi in ambienti commerciali e di lavoro.

Con il decreto legge n.81 del aprile 2008 Allegato IV  1.9.1.4 è stato imposto l’obbligo della sanificazione dei condizionatori da effettuare ogni due anni

In questo decreto nel capitolo sul Microclima e Aerazione dei luoghi di lavori chiusi si parla esplicitamente della sanificazione degli impianti.

Gli stessi impianti devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori.

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